Un pensiero per chiudere la Campagna Elettorale

Anche noi, come tanti amici e compagni in giro per l’Italia e per il Circondario Imolese, siamo giunti al termine di questa campagna elettorale.

Questi ultimi 3 mesi sono stati veramente belli. Mi hanno dato la possibilità di parlare con tanti amici che non vedevo da tempo, di conoscere persone, ascoltare i problemi quotidiani dei ragazzi, la sfiducia verso le istituzioni, la rabbia contro una classe dirigente. Questi mesi mi hanno dato però la possibilità anche di vedere un’altra faccia di quest’Italia: quella della speranza dei ragazzi, della voglia di riscatto, della fiducia e dell’aspettativa di rinascita di questo nostro bel Paese.

Ho raccolto tante idee e proposte, dal creare un sistema di trasporto notturno per i ragazzi al percorso salute, dal registro per i disoccupati al mercato contadino. Alcune più fattibili, altre meno ma tutte diventate parte del mio patrimonio di proposte. Ogni parola è stata scritta e segnata, ogni idea, se lunedì toccherà a me dare un contributo per il miglioramento della nostra Comunità, sarà valutata e se possibile realizzata.

Un ringraziamento speciale lo voglio fare a tutti gli amici che mi hanno dato una mano materiale in campagna elettorale. Il risultato che avremo sarà il frutto di un lavoro collettivo, di una squadra che ha creduto in me e che mi ha dato sostegno anche nei momenti più difficili. Una squadra che inaspettatamente ha voluto aiutarmi e darmi fiducia con una grinta meravigliosa.

Io rimango, come sempre, a disposizione di tutti per fare quattro chiacchere e ascoltare le proposte di ognuno. Ci vediamo domenica alle urne!

Forum Giovani a Mordano

image

Ieri c’è stato il forum dei Giovani di Mordano e Bubano. Ringrazio l’On. Daniele Montroni della partecipazione che ha conferito un contributo molto interessante sull’analisi della situazione nazionale e aiuto nell’elaborazione delle proposte locali.
Mi ha fatto molto piacere il forte dinamismo che ha caratterizzato questo incontro. I giovani se ascoltati possono veramente riuscire a cambiare questo paese. Bisogna solo avere fiducia e dargli in mano gli strumenti.

Auguri a Bersani su “Il Resto del Carlino Imola”

Resto del Carlino 7-1-13Ringrazio il Resto del Carlino che oggi ha pubblicato gli auguri fatti a Pierluigi Bersani da me e la Francesca degli Esposti, segretaria dei GD fed. Imola e Consigliera Comunale.

Tra l’altro, per ora, Bersani tiene botta!

 

Comunicato Stampa 14.11.12

Anche nel nostro tessuto produttivo la crisi si fa sentire. La disoccupazione giovanile ha toccato soglie preoccupanti, arrivando al 17% dei giovani fra i 16 e i 24 anni. Il nostro sistema scolastico regge, nonostante i pesantissimi tagli, anche grazie all’aiuto delle imprese del territorio che da anni hanno capito che l’investimento nell’istruzione è la strada migliore per essere competitivi.

Le politiche di Austerity proposte in questi anni di fortissima crisi non possono fare altro che peggiorare ulteriormente la situazione, accentuando le disuguaglianze già esistenti. I tagli ai diritti, alla sanità, alla scuola e la precarizzazione del lavoro sono parte di un disegno politico che noi combattiamo.

Stiamo meglio se stiamo meglio tutti. Nessuno deve essere lasciato indietro, soprattutto ora.

Per queste ragioni come Giovani Democratici e Federazione degli Studenti di Imola parteciperemo allo sciopero di Mercoledì in Piazza Gramsci in ambito della mobilitazione europea “Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità”.

Marco Cavina – Resp. Economia e Lavoro Giovani Democratici Imola

Laura Moltoni – Resp. Scuola Giovani Democratici e Resp. FDS Imola

Giovani e lavoro

Il 33% dei giovani sotto i 30 anni è in uno stato di disoccupazione.
Sono 1.400.000 i lavoratori atipici, 2.500.000 quelli a tempo determinato e in somministrazione, 500.000 gli stagisti e 400.000 le false partite IVA che nascondono altri lavori. La maggior parte di questi contratti è stipulato da giovani. Ricordo, a dover di cronaca, che la maggior parte di questi rapporti di lavoro non godono della protezione dell’art.18, della tutela reale, del reintegro, ma soltanto di quella obbligatoria, ergo: si monetizza il licenziamento. Alla faccia della poca flessibilità.
In questi ultimi 10 anni si è riformata non soltanto la legge, tramite la 276/03, la c.d. Legge Biagi e la 183/10, il c.d. Collegato al Lavoro, ma soprattutto la cultura e l’idea del lavoro.
Ha preso piede la tesi che il lavoro sia un bene fungibile, che se non c’è un lavoratore ce ne può sempre essere un altro. Tutte queste riforme hanno alla base questa ratio. Noi Giovani Democratici invece la pensiamo in modo differente.
I lavoratori non sono “buoi” a cui impartire solamente gli ordini. Noi siamo profondamente convinti che la riforma del lavoro debba partire da un’idea diversa di subordinazione da quella attuale. Il lavoro è una risorsa. Il lavoratore è una risorsa per l’impresa e per l’imprenditore. Bisogna investire sui lavoratori, formarli, perchè si passi da un concetto di subordinazione ad uno di “subordinazione collaborata”, all’interno dell’impresa.
Gli Stage e i tirocini non devono servire ad imparare a fare le fotocopie. Bisogna punire, pesantemente, chi abusa dei ragazzi che le estati, anche qui in Emilia-Romagna, anche qui a Imola, aderiscono a questi progetti per entrare temporaneamente nel mondo del lavoro. Bisogna punire chi utilizza i tirocini formativi e di orientamento (in arte, Stage) per l’ordinaria attività dell’impresa senza alcun riferimento alla formazione personale degli studenti.
Allo stesso modo vanno puniti tutti quei datori di lavoro che abusano dei praticanti, obbligati a sottostare alle direttive dell’avvocato o del commercialista di turno che al posto che insegnargli la professione li utilizza come segretari non retribuiti.
Serve una riforma di questi due istituti proprio perché lo Stage deve essere il collegamento reale fra la scuola e il lavoro, non un modo per i datori di economizzare sulla manodopera.
Bisogna incentivare seriamente i contratti di apprendistato, di primo, secondo e terzo tipo perché nel 2012 non si può avere la presunzione di sapere tutto. Lo diceva Socrate qualche anno fa: “Io so di non sapere nulla”. Se vogliamo rimanere competitivi nel mondo dobbiamo creare un sistema reale di formazione continua e strutturata.
Voglio battere il chiodo anche su un altro punto.
Non può essere possibile che per aprire una società si debba spendere soltanto di burocrazia, notai e commercialisti intorno 1500-2000€, in base se consideriamo un SNC o un SRL. Soldi che te prendi e butti in un pozzo. Senza contare che per aprire una società serve un minimo di capitale sociale iniziale. Quindi se uno ci fa una botta di conti, per aprire una SRL ti servono circa 12-13.000€, forse.
Ciò è problematico perchè si tramuta in una discriminazione indiretta, un atto che formalmente è neutro ma di fatto crea una disparità di possibilità fra soggetti.
Inoltre la burocrazia non aiuta certo: uno studio della CGIA di Mestre di qualche mese fa stabiliva che, mediamente, un imprenditore perde sui 45 giorni all’anno per adempiere a tutte le pratiche burocratiche. 45 giorni all’anno in cui un datore deve pagare un altro soggetto per compiere mansioni che potrebbe fare di persona.
La fase di Start-up, soprattutto per ragazzi più giovani, e quindi senza un reddito pregresso, è uno degli scogli più grossi. Gli istituti di credito finanziano solo chi ha un’idea già venduta o sicura al 100% o ragazzi che, per motivi familiari, hanno già le spalle coperte, lasciando in gravi difficoltà tutti gli altri. Lo Stato il più delle volte non ti accompagna, non ti aiuta nell’orientarti fra tutta la legislazione abbandonandoti a costosi avvocati o commercialisti.
Bisogna puntare sull’imprenditoria giovanile, per fare questo però si deve agire su due punti: sostegno burocratico e aiuto economico/finanziario, soprattutto nelle fasi di start-up. Lo stato, con tutta la tassazione sull’impresa, è un socio occulto. E proprio per questo dovrebbe sostenerti in tutte le fasi della vita dell’impresa, non soltanto nei momenti di crisi ma anche nei primi momenti.
Noi Giovani Democratici siamo con la Regione Emilia-Romagna che ha varato il piano straordinario per l’occupazione giovanile.
Tutti i partiti si riempono la bocca di belle parole per strizzare l’occhio alle giovani generazioni disoccupate o precarie. ll Partito Democratico è l’unico, però, che ha depositato una proposta di riforma seria: Precarietà Zero.
Alla faccia che tutti i partiti sono uguali.

Più Europa, meno Cina


La regione Emilia-Romagna ha varato un piano da 46 milioni di euro a favore dell’occupazione giovanile. Noi Giovani Democratici della Federazione di Imola condividiamo la presa di posizione che traspare attraverso questa manovra, ovvero la volontà di intervenire sui reali problemi del lavoro, di andare in controtendenza rispetto alle proposte, mediate favorevolmente dall’intervento del Partito Democratico, del Ministro Fornero.
Noi Giovani Democratici siamo stanchi di riforme che mirano a spostare il diritto del lavoro sull’asse indio-cinese. Non si può competere sul prezzo dei beni prodotti in paesi dove i diritti, e quindi i salari, sono paragonabili a quelli italiani dei primi anni del secolo scorso. La concorrenza, a livello globale, deve avvenire sul piano dell’alta tecnologia e dell’innovazione. Per fare ciò, e continuare a mantenere i nostri standard di vita, bisogna smetterla di tagliare i fondi alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo.
Bisogna riformare la legge Biagi, fulcro di una grave e iniqua distribuzione del potere contrattuale a danno dei lavoratori, e sostituire un sistema previdenziale, efficace negli anni 70 ma superato nel 2012, in quanto cieco nei confronti di tutte le forme contrattuali introdotte nel 2003. Si può continuare a lungo: il peso fiscale deve essere spostato dal reddito al patrimonio, manifesto inequivocabile della capacità contributiva di una persona. Bisognerebbe, inoltre, far notare al Ministro Fornero che la diminuzione dei costi e della burocrazia gravanti sull’impresa è un problema ben maggiore di tanti altri portati all’attenzione dei mass media in questo periodo.
Il Presidente Errani e la Giunta regionale, attraverso l’istituzione di un fondo per l’apprendistato, uno per la stabilizzazione e l’assunzione, il fondo 30-34 e quello fare impresa, volgono lo sguardo nella direzione giusta e da noi Giovani Democratici auspicata.
In Italia il 29% dei ragazzi dai 15 ai 29 è disoccupato. In Emilia-Romagna il dato si abbassa al 13,5%.
Per aumentare l’occupazione bisogna smetterla di lisciare solamente il pelo a Confindustria con palliativi come l’articolo 18 e puntare ad una riforma seria e concreta volta al futuro. Il tempo della propaganda populistica e miope deve terminare.

Marco Cavina – Responsabile Economia Giovani Democratici Federazione di Imola 

La Cittadella di Bubano in fiamme

Riporto il mio intervento in Consiglio Comunale a Mordano, il 24 Marzo, riguardante l’incendio alla Cittadella di Bubano.

———————————————————————————————-

In questo mio intervento voglio portare in questo Consiglio Comunale l’animo dei tantissimi volontari, io incluso, che in questi anni hanno messo il loro tempo, le proprie capacità, la propria passione a disposizione e a servizio della nostra comunità.

Siamo rimasti veramente sconvolti quando martedì mattina abbiamo visto ridotto in cenere il luogo dove noi tutti abbiamo passato così tante giornate insieme. Un posto dove abbiamo riso, dove abbiamo pianto, dove abbiamo litigato, dove si sono strette amicizie fra persone e fra generazioni, dove si è fatta beneficenza per la nostra comunità e per le persone a noi care.

La cittadella è un luogo di aggregazione, un luogo di volontariato, un luogo di servizio e a servizio sociale.

Non voglio parlare in questo intervento del Partito Democratico ma delle tante associazioni danneggiate da ciò che è successo. In questi anni le organizzazioni come l’AUSER, l’ANPI, il Ramazzini, gli asili, le materne e le società sportive del nostro Comune, solo per citarne alcune, hanno raccolto fondi attraverso le iniziative alla Cittadella. Tutti noi, in un modo o nell’altro, siamo coinvolti, nessuno escluso.

Noi volontari siamo profondamente affranti e addolorati da quel che è successo ma, nonostante ciò, la voglia di ripartire, di rialzarci in piedi, di ricostruire e costruire qualcosa di bello per la nostra comunità è maggiore di ogni senso di rassegnazione nato dalle ceneri della Cittadella.

Grazie